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Presentazione iniziativa benefica per il 2009 |
Il progetto Aria Amica individuato dall’associazione per l’anno 2009 è relativo alla fornitura ed installazione del sistema di condizionamento dell’aria presso la sede di Arcene
della Comunità TAU che gestisce, dal 1995, la Comunità dei Bambini, un progetto nato dalla volontà dei tre fondatori con un intento preciso: offrire aiuto e il calore di una famiglia a
bambini affetti da gravi patologie cerebrali, spesso con prognosi infausta.
Le risorse raccolte dall’associazione saranno direttamente impiegate nell’acquisto di quanto necessario allo svolgimento dei corretti lavori di impiantistica previsti.
Al fine di raccogliere fondi per realizzare questo progetto, l’associazione ha organizzato una serata-evento che si svolgerà il 27\09\2009 nell’incantevole scenario della cantina “Bersi Serlini” in Provaglio d'Iseo.
La cantina Bersi Serlini è situata in un sito cluniacese fondato dai monaci benedettini che, intorno all’anno 1100, si insediarono in tutta la Franciacorta.
Con i suoi 35 ettari di vigneti che circondano la cantina, un’antica Dependance del 1100, dimora dei monaci di Cluny, unita alle architetture moderne, legno, vetro, luce e trasparenze,
firmate da Flavio Albanese offrono una visita coinvolgente.
Durante la serata si potranno degustare i vini prodotti dall’azienda in una cena a buffet con cibi ricercati.
L’accompagnamento musicale live e diversi momenti di intrattenimento, daranno alla serata un impronta piacevole e divertente.
Sarà questa anche l’occasione da parte dei dirigenti dell'associazione "TAU" per presentare l’iniziativa ai presenti.
La manifestazione e l’iniziativa verranno pubblicizzate anche sui più importanti mezzi di comunicazione locali.
L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio del comune di Sarnico.
l’associazione ”il sorriso di monica”
“LA COMUNITA’ TAU”
L’Associazione TAU gestisce dal 1995 ad Arcene la Comunità dei Bambini, un progetto nato dalla volontà dei tre fondatori che iniziano a vivere in un vecchio edificio insieme a due bambini disabili gravi;
tale progetto è stato approvato nel 1998 dalla Regione Lombardia ed autorizzato al funzionamento dalla Provincia di Bergamo nel 2000.
Fin dalle sue origini, la Tau opera con un intento preciso: offrire aiuto e il calore di una famiglia a bambini affetti da gravi patologie cerebrali, spesso con prognosi infausta.
Si tratta di una struttura sperimentale (fino a maggio 2009 è stata l’unica struttura esistente in Europa!) che ha sede in un edificio di proprietà dell’Associazione, appositamente ristrutturato per adeguarsi agli
standard regionali.
L’organizzazione della Comunità rispecchia il più possibile quello dell’ambiente di una famiglia. Particolare importanza viene attribuita alla qualità delle relazioni, al clima emozionale e
alla valorizzazione della persona.
La missione della Comunità, a quasi quindici anni dalla nascita, è così sintetizzabile:
- quando la famiglia non c’è, dare una risposta ai bisogni della persona disabile grave che, al di là del loro handicap, esiste come Bambino, con i suoi diritti fondamentali quali vivere in una casa, creare relazioni stabili e durature, essere accudito da persone che lo amano, inserito in un contesto sociale ricco di stimoli;
- quando la famiglia c’è, condividere il peso della disabilità;
- preparare le figure professionali alla relazione con la persona disabile grave;
- favorire e sostenere il volontariato in questo cammino di crescita personale e di servizio solidale;
- partecipare attivamente alla costruzione della Politica Sociale.
Gli obiettivi perseguiti sono:
- dare una risposta ai bisogni del bambino che, al di là del suo handicap, esiste come Bambino con i suoi diritti fondamentali quali il vivere in una casa, con relazioni stabili e durature, adeguatamente accudito dal punto di vista sanitario e inserito in un contesto sociale ricettivo;
- garantire un intervento precoce, riducendo i tempi di ospedalizzazione o il ricorso all'istituto, prima che il disturbo possa aggravarsi, consolidarsi o causare ulteriori difficoltà dovute più all'assenza di un contesto vitalizzante che all'evoluzione della patologia;
- garantire un intervento multi professionale (attingendo alle risorse pubbliche e private del territorio) che diventa unità di intenti e interdipendenza di interventi. Presa a carico della globalità del bambino in un'integrazione di competenze, risorse e ambiti professionali diversi con un'ottica di complementarità tra la dimensione pedagogica e quella sanitaria, senza che l'approccio educativo ridimensioni quello clinico e viceversa.
I servizi attivi all’interno della Comunità sono:
- servizio residenziale di primo intervento: i bambini vengono accolti nella Comunità dalla nascita fino al terzo anno d’età. Durante quest’arco di tempo, viene effettuato dagli specialisti un quadro terapeutico, per poter ipotizzare soluzioni mirate alle specifiche esigenze e possibilità di ciascun bambino;
se necessario i bambini possono restare in Comunità anche oltre il terzo anno;
- il pronto intervento: i bambini vengono accolti per un periodo di tempo limitato, in modo che i volontari supportino la famiglia nel caso di circostanze particolari che richiedono un’accoglienza immediata;
- il servizio diurno: i bambini del territorio che per particolari problemi non possono frequentare il nido o la scuola materna, vengono accolti dalla Comunità per alcune ore della giornata;
- il punto di ascolto: fornisce un aiuto ed un utile supporto per i genitori che devono affrontare la convivenza con bambini in situazione di handicap;
- “tutti in vacanza”: nei mesi più caldi la Comunità si trasferisce alla Casa delle Vacanze a Castione della Presolana. Per l’occasione viene attivato il servizio “Tutti in vacanza!”, rivolto ai bimbi disabili della provincia che necessitano di 15 giorni di aria buona.
I destinatari dei suddetti servizi sono i bambini da 0 a 3 anni affetti da patologie gravi o gravissime che, a causa delle loro condizioni, necessitano di aiuto.
Spesso, a causa delle gravi condizioni di salute, per i bambini ospitati dalla Comunità non è ipotizzabile il ricorso all’affido familiare. In altri casi invece, i piccoli vengono accolti nella casa, in attesa di trovare una famiglia idonea all’affido o all’adozione. In questo periodo vengono osservate le reali condizioni di salute dei piccoli e viene loro offerta la possibilità di vivere in un ambiente alternativo all’ospedale o all’istituto, circondati da amore e protezione.
La struttura, per assicurare una dimensione il più possibile simile a quella di una famiglia, è in grado di accogliere:
- 5 bambini nel Servizio Residenziale
- 1 bambino nel Servizio di Pronto Intervento
- 3 bambini nel Servizio Diurno
La Comunità dei Bambini funziona in permanenza nell’arco delle 24 ore, per l’intera settimana e per tutto l’anno.
Il personale della Comunità dei Bambini è così strutturato:
- il Responsabile della Comunità
- il coordinatore
- 4 Educatori professionali
- 3 Operatori socio-sanitari
- 2 Ausiliari Socio-assistenziali addetti alla persona
- 1 Collaboratore domestico
- 1 addetto ai lavori di segreteria
- 2 addetti si servizi
- 1 infermiere professionale
- 1 terapista della riabilitazione
- 1 medico per la formazione del personale e le attività di ricerca
Il Medico Pediatra è quello del territorio e, per quanto riguarda le consulenze più specifiche e la supervisione dei progetti individuali, si fa riferimento al Servizio di Neuropsichiatria Infantile.
Per gli accertamenti diagnostici, le visite specialistiche e l’aggiornamento del progetto terapeutico si fa riferimento all’ospedale di zona, dove ogni caso viene studiato e discusso in modo da poter affrontare
eventuali emergenze.
Nel caso di particolari gravità (bambini ventilati meccanicamente e alimentati con PEG) s’interviene in modo sinergico con il medico rianimatore preposto dalla ASL e il primario della Patologia Neonatale
dell’Ospedale di Treviglio, che seguono a domicilio i bambini nelle loro specifiche necessità.
L'attivazione di questo servizio è dovuta alla constatazione che in Lombardia (come del resto sull'intero territorio nazionale) non esistono strutture a dimensione familiare che accolgano bambini piccoli con
gravi patologie cerebrali e conseguenti plurimenomazioni.
In queste situazioni, le soluzioni attuate restano l'ospedalizzazione (il più delle volte protratta oltre il necessario) oppure l'istituzionalizzazione, che risultano però molto onerose sia in termini economici sia
in termini di benessere del bambino.
Negli ultimi anni sembra che sia in incremento il numero di questi casi. Le recenti acquisizioni delle tecniche di rianimazione e delle competenze della patologia neonatale, la presenza sul territorio di famiglie
immigrate appartenenti a culture che escludono l'handicap (specie nelle forme più gravi), la fragilità del sistema famiglia, l'aumento delle fasce di povertà e la necessità della donna di lavorare, sono tutti elementi
che incrementano le richieste ai servizi sociali di presa a carico di bambini in condizioni di estrema gravità.
link utili:
Associazione TAU onlus
Per partecipare alla serata è necessario un invito.
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