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Presentazione iniziativa benefica per il 2010

Il progetto Oltre le barriere individuato dall’associazione per l’anno 2010 è relativo alla fornitura ed installazione di un ascensore attrezzato presso la sede di Valbrembo della Fondazione Giovanni XXIII Autismi e Terapie Onlus, costituita a Bergamo nel marzo 2004, che si occupa di soggetti affetti da Disturbo Autistico e Disturbi Pervasivi dello sviluppo.
La Fondazione nasce dal desiderio e dal bisogno delle famiglie di costruire uno specifico percorso educativo e terapeutico per i propri figli, finalizzato a sostenerli, all'interno di un unico ed individuale progetto di cura e di vita.
Le risorse raccolte dall’associazione saranno direttamente impiegate nell’acquisto di quanto necessario allo svolgimento dei corretti lavori di implementazione previsti.
Al fine di raccogliere fondi per realizzare questo progetto, l’associazione ha organizzato, anche in collaborazione con il Rotaract di Bergamo, una serata- evento che si svolgerà il 26\09\2010 nell’incantevole scenario dell’Antico Borgo San Vitale sito in Borgonato.
Tale location è un borgo medioevale nel cuore della Franciacorta totalmente restaurato grazie ai proprietari, la famiglia Gozio; tale borgo è anche sede di una pregiata distilleria e del centro di ricerca sulla distillazione “Forum Acquavite”.
Durante la serata si potranno degustare i vini prodotti dall’azienda in una cena a buffet preparata dallo chef Stefano Cerveni (1 stella Michelin).
Pronto a stupire anche i gourmand più impegnativi Stefano Cerveni si definisce esploratore di sapori ed appassionato di musica e di bollicine Franciacorta. Due i principi base della visione gastronomica firmata Cerveni: materie prime di qualità e loro rispetto assoluto per esaltare i sapori che devono risultare netti e perfettamente riconoscibili.

L’accompagnamento musicale live e diversi momenti di intrattenimento daranno alla serata un impronta piacevole e divertente.

Sarà questa anche l’occasione da parte dei dirigenti della Fondazione Giovanni XXIII Autismi e Terapie Onlus per presentare l’iniziativa ai presenti.

La manifestazione e l’iniziativa verranno pubblicizzate anche sui più importanti mezzi di comunicazione locali.

Per partecipare alla serata è necessario un invito.

l’associazione ”il sorriso di monica”

(www.borgoanticosanvitale.it)
(www.duecolombe.com)
(www.fondazionegiovannixxiii.it)
FONDAZIONE GIOVANNI XXIII AUTISMI E TERAPIA – ONLUS

La Fondazione nasce da un gruppo di genitori di ragazzi affetti da disturbi di tipo autistico.
Il percorso terapeutico intrapreso ha gradatamente insegnato a comprendere alcuni dei comportamenti difficili dei figli, modificando l'atteggiamento familiare verso comportamenti orientati alla comprensione e al contenimento delle loro emozioni.
Il lavoro è stato rivolto prima di tutto a ridefinire in modo coerente l'ambiente intorno a loro: famiglia, casa, scuola, spazi sociali attraverso la formazione e il sostegno ai genitori, agli insegnanti e agli educatori.
La quotidianità viene trasformata in opportunità terapeutica, la qualità di vita in qualità di terapia.
E’ stato adattato velocemente il piano terra di una struttura di tre piani che si è rivelata adatta alla tipologia di lavoro gradita ai ragazzi.
La possibilità di espandersi in ulteriori due nuovi piani ha consentito di approfondire e diversificare l'intervento terapeutico.

La Fondazione non ha scopo di lucro ed operando nel territorio regionale e nazionale persegue i seguenti scopi:
- promuovere ed organizzare attività specifiche tese al miglioramento della qualità della vita dei soggetti disabili psichici, siano essi autistici o affetti da disturbi generalizzati dello sviluppo, e dei loro familiari;
- promuovere ed organizzare iniziative orientate alla facilitazione dell’inserimento nella società dei soggetti disabili psichici, particolarmente i soggetti autistici ed affetti da disturbi generalizzati dello sviluppo, e dei loro familiari, anche formando operatori, educatori, logopedisti, terapeuti della riabilitazione, insegnanti, medici, psicologi pedagogisti, volontari ed altri che si occupino di questa disabilità;
- collaborare e cooperare con le istituzioni scolastiche e sanitarie pubbliche e private, di ogni ordine e grado;
- tutelare i diritti civili delle persone portatrici di handicap e specificatamente i diritti dei soggetti disabili psichici, particolarmente i soggetti autistici;
- promuovere attività culturali tese alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica intorno alla problematica dell’autismo, anche in collaborazione con le altre associazioni nazionali ed internazionali, e dare informazione delle possibilità educative e terapeutiche mediante tavole rotonde, convegni, congressi, mostre, dibattiti ed ogni altro mezzo comunicativo e manifestazione culturale che possano coinvolgere diversi individui, gruppi e istituzioni.

Le Attività ed i servizi svolti dalla Fondazione sono principalmente:
a) Consulenza psicodiagnostica
E’ una procedura diagnostico-valutativa, distinta in diagnosi clinica, diagnosi educativa, valutazione funzionale del ritardo mentale e del Deficit cognitivo, se richiesta anche la stesura iniziale di un piano di intervento, senza implicarne necessariamente l’attuazione e la continuazione con la Fondazione.

b) Diagnosi clinica
E’ una procedura che utilizza, come la precedente, strumenti di indagine diagnostiche e metodiche specifiche, riconosciuti dalla comunità scientifica, in ossequio e in osservanza della normativa italiana .
Prevede una fase osservativi ed esplicativa, una fase valutativa, una fase interpretativo – descrittiva e una fase restitutiva.
La testistica utilizzata è costantemente aggiornata.

c) Diagnosi educativa
Si definisce la diagnosi educativa un processo periodicamente aggiornabile, centrato sull’analisi del bisogno educativo e che prevede:
• rilevazione delle necessità educative;
• analisi degli eventi critici e dei comportamenti problematici;
• individuazione delle risorse

d) Valutazione Dinamico funzionale del Ritardo Mentale
La valutazione dinamico funzionale è propria dell’approccio globale. Prevede l’analisi delle abilità, competenze e prerequisiti che il soggetto possiede, finalizzata alla determinazione degli obiettivi educativi, abilitativi e riabilitativi.
Vengono somministrate le tradizionali tecniche di indagine psicometriche integrate da una valutazione dinamica, fatta da osservazioni, risposte “particolari” del paziente, modalità e resistenze personali che interagiscono con l’operatore e la prova somministrata, intervista con altre figure professionali coinvolte che sono complementari all’indagine psicometrica.

e) Formazione professionale
La formazione è un servizio che la Fondazione rivolge all’esterno, su richiesta, ed all’interno nei confronti dei propri operatori, in modo permanente e continuo.
La formazione teorica e pratica, si pone obiettivo di accrescere negli operatori la capacità di rendere visibile e autorevole l’intervento, stimola e rende valido il confronto e l’iniziativa personale. Crea inoltre negli stessi risorse e competenze in grado di sostenere meglio e più adeguatamente la loro progettualità, può migliorare la motivazione nel creare un buon clima e offrire così un servizio migliore, interviene direttamente sull’efficacia e sull’efficienza del loro lavoro professionale.

f) Formazione per i genitori e i familiari
Il rapporto con le famiglie implica una collaborazione efficace che si traduce in uno scambio produttivo tra genitori ed operatori, con l’intento comune di realizzare programmi di educazione terapeutica: dalla difficoltà di comportamento nell’ambiente domestico, all’assistenza e cura di sé, all’autonomia, al tempo libero, alle vacanze, alle difficoltà della vita adulta.
La Fondazione promuove gruppi di incontro e discussione tra genitori e figure professionali coinvolte, gruppi che costruiscono una comunicazione che, per gli argomenti svolti o proposti dai genitori, diventa formazione.

g) Ricerca clinica
Affrontare il tema autismo, spettro autistico, disturbo pervasivo dello sviluppo, disturbo autistico, sindrome autistica, disturbo generalizzato dello sviluppo, significa implementare cultura e conoscenza scientifica.
La Fondazione si assume, a fronte della assoluta particolarità e intensità del carico di sofferenza dei pazienti e delle loro famiglie, un forte impegno di ricerca, per migliorarsi continuamente, rinnovare e costruire nuovi strumenti, strategie e proposte di intervento e di indagine clinica. Una ricerca che, non solo si domandi che cosa è l’autismo, ma in termini ugualmente e rigorosamente scientifici, si domanda quotidianamente chi è l’autistico.
La Fondazione, infine, si propone come tutore e come interlocutore verso altri enti che condividono questo intento e questa mission.

h) Collaborazione e lavoro in rete con altri servizi ed Enti
La Fondazione intende mantenere un elevato rapporto di collaborazione con altri servizi ed Enti coinvolti nella progettualità specifica concordata con l’utente e la famiglia. Intende mantenere un confronto costruttivo con altri erogatori di servizi e con i loro modelli di intervento e modalità di presa in carico, per offrire validi percorsi esterni e per evitare“chiusure” inutili. Sostiene l’associazionismo familiare e l’opera del volontariato.

i) Intervento di Educazione terapeutica
L’Educazione Terapeutica si propone di creare un percorso dalla dipendenza verso l’autonomia. La caratteristica di cronicità della patologia, di conseguenza, porta a ridefinire l’importanza del “tempo”: l’intervento di Educazione Terapeutica trasforma il tempo da “cronico” ad “alleato” terapeutico. Questo percorso ha l’obiettivo di acquisire, in un cammino dalla dipendenza all’autonomia, abilità personali e relazionali per migliorare, correggere carenze e/o acquisirle stabilmente, individuando misure per assicurare mantenimento e trasferibilità. Per questo obiettivo si tengono laboratori di:
• Igiene personale
• Cura di Sé
• Utilizzo del denaro
• Conoscenza del territorio e utilizzo mezzi pubblici
• Gestione della spesa
• Utilizzo elettrodomestici in spazi di vita quotidiani
• Cucina/preparazione cibo
• Attività corporea, simbolica ed espressiva
• Pulizia della casa
• Cura dei propri indumenti
• Attività occupazionali pre-lavorative

l) Intervento ambulatoriale
Si intende uno spazio protetto all’interno del quale si svolge l’intervento paziente - terapeuta.
Frequenza e durata sono stabiliti in funzione delle esigenze del paziente.
Tale spazio protetto è garantito anche per i familiari e le altre figure professionali.

m) Intervento semiresidenziale
Si intende uno spazio protetto garantito da operatori qualificati all’interno del quale si realizzano interventi centrati sui bisogni dei pazienti che non prevedono residenzialità. Vengono utilizzati e organizzati strumenti e laboratori per incrementare l’autonomia.

n) Intervento residenziale
Si intende uno spazio protetto garantito da operatori qualificati all’interno del quale si realizzano interventi centrati sui bisogni dei pazienti che prevedono residenzialità (permanenza notturna, fine settimana e/o vacanze).

o) Intervento domiciliare
Si intende un intervento collocato nel contesto familiare di vita del paziente, con frequenza e durata dedotti dai bisogni del paziente, effettuabile di giorno, di notte,durante i fine settimana e nei periodi di vacanza.
Questo intervento aiuta il mantenimento e la trasferibilità di quanto acquisito all’esterno in ambito familiare.
Permette di integrare, inoltre, il progetto di lavoro anche nel luogo di vita del paziente e famiglia.

p) Laboratorio di attività occupazionali
Si intende l’individuazione, mediante un’analisi delle abilità e dei bisogni del paziente, di uno spazio della Fondazione, interno ed esterno, che preveda l’uso di capacità “lavorative” finalizzate a realizzare “un prodotto”.

r) Inserimento lavorativo
Si intende l’individuazione di uno spazio lavorativo esterno alla Fondazione; il paziente viene sostenuto in questo percorso da un operatore qualificato con tempi e modalità centrati sul bisogno del paziente e necessarie alla realizzazione di questa attività.

s) Progetto di sostegno alla famiglia
Si intende la possibilità su richiesta e/o esigenza della famiglia, per periodi da concordare, di affidare all’organizzazione della Fondazione la gestione del paziente per il periodo concordato, mantenendo le stesse modalità terapeutiche.